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Guide Qui è possibile postare guide di ogni genere informatico.

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Vecchio 21-11-2007, 13.06.37   #1 (permalink)
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[GUIDA] Sistema a liquido


Ringrazio gentilmente l'utente "85kimeruccio" per avermi permesso di inserire la guida realizzata da lui.

Aggiornato il 29-09-2006

...Work In Progress...


Con la collaborazione speciale di MOLTI UTENTI che non sto qua ad elencare, perchè potrei sicuramente dimenticarne qualcuno, ma sopratutto ringrazio gli utenti che piano piano si sono aggregati a questo topic, e che con la loro preparazione rendono questo forum piu completo anche in questo campo.


Nota preliminare:
Ho notato che molte persone aprono topic nuovi e chiedono cose scontate e magari già ripetute più volte, e non fanno una replica a questa discussione, MALE.
Se postate qua c'è più probabilità di risposta e più velocità, non che aiutate le altre persone in un futuro, perchè magari incontrano i vostri stessi problemi.
Grazie


Nota preliminare 2:
Molti untenti alle prime armi si potrebbero scoraggiare nel vedere una guida così ampia, che si dilunga in spiegazioni alcune volte noiose ed inuili, ma se volete conoscere davvero tutto di questo molto vi consiglio di leggerla, poi non avrete piu molti dubbi; ovvio che le cose essenziali da conoscere non sono tutte queste dato che la guida iniziale ha subito un evoluzione anche per gli utenti non propio alle prime armi, ma se vorrete diventare "esperti" c'è molto da conosere, perciò non scoraggiatevi e leggete leggete leggete .

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INTRODUZIONE

Laddove c'e bisogno di dissipare grandi quantitá di calore, troviamo quasi sempre un sistema di raffreddamento a liquido, basti pensare alle automobili o alle moto, e ben presto crediamo che anche i PC avranno bisogno di sistemi del genere. Un processore infatti dissipa quantitá enormi di calore (anche oltre i 100W) attraverso una superficie di pochi millimetri quadrati, per rendersi conto di quanto sia problematico gestire una tale situazione, basti pensare che il rapporto tra potenza dissipata e superficie di dissipazione di un moderno processore é molto vicino a quello di un reattore nucleare.

Anche i dissipatori ad aria piú potenti, voluminosi ed avanzati hanno difficoltá a smaltire, la maggior parte delle volte, tali quantitá di calore, senza contare poi che ventole ad alta portata sono in genere (molto) rumorose. Da qualche tempo quindi non stupisce che sempre piú persone si siano rivolte a sistemi di raffreddamento a liquido, i quali, anche se ancora non troppo sviluppati, riescono a garantire prestazioni eccellenti, ben lontane da quelle di qualsiasi dissipatore ad aria (almeno la maggior parte delle volte).

L'acqua infatti ha il grande pregio di assorbire e condurre facilmente il calore, tra l'altro soluzioni collaudate per il raffreddamento dell'acqua sono state adottate anche in questo mercato, ed é stato un fiorire di radiatori, vaschette, tubi ed accessori di ogni tipo, sono
stati realizzati kit completi o case pre-assemblati con tanto di sistema di raffreddamento a liquido per tutti i componenti del nostro pc.
Per il pompaggio dell`acqua invece sono state prese in prestito tecniche e metodologie dal mondo degli amanti degli animali, infatti la stragrande maggioranza delle pompe utilizzate per il watercooling sono state prese in prestito dagli acquari.

Molti sicuramente ricordano che l'acqua e la corrente elettrica non vanno molto d`accordo, anzi, possono divenire un mix molto pericoloso, anche per le persone... Una perdita d'acqua all'interno di un PC potrebbe avere effetti catastrofici. Fortunatamente peró la conduttivitá elettrica dell`acqua deriva principalmente dai minerali che in essa sono disciolti, quindi utilizzando acqua distillata i rischi si riducono drasticamente. Ovviamente non é mai una bella cosa versare dell`acqua su dei circuiti in tensione, se peró si utilizza acqua distillata, con radiatori e tubi puliti, in un circuito isolato dall'esterno, e magari si mettono in circolo piccole di dosi di appositi additivi per evitare la formazione di alghe, si puó stare tranquilli.

La migliore strategia comunque é la prevenzione, e raccomandiamo di verificare la tenuta del sistema prima di montarlo, controllando che non ci sia alcuna perdita.
Anzi, sarebbe molto meglio montarlo PRIMA esternamente per qualche ora per testarlo a fondo.
Non sono solo gli overclocker a volere tali kit, molti utenti 'normali' infatti si rivolgono a questa tecnologia per eliminare le "rumorose" ventole, senza necessariamente dover overclockare il proprio PC (anche se la tentazione é forte quando si vede il proprio processore lavorare a temperature poco lontane dalla temperatura ambiente).

Inoltre anche in ambito "professionale", il raffreddamento a liquido sta avendo la meglio su altri sistemi tecnicamente piú avanzati (come le celle di Peltier o TEC), infatti l`acqua difficilmente ha una temperatura piú bassa della temperatura ambiente (mentre dispositivi come le celle di Peltier possono scendere anche di parecchi gradi sotto la temperatura ambiente), e ció garantisce che non si avranno mai problemi di condensa (che potrebbe a sua volta avere effetti catastrofici sui circuiti, come invece potrebbe accadere con le celle di Peltier (sono ancora piú performanti e silenziose dei sistemi a liquido, ma anche piú rischiose).
Inoltre le celle di Peltier devono a loro volta essere raffreddante in quanto consumano esse stesse molta corrente.
Ma alla fine l'utente finale deve scegliere in base alla propia passione, i propi soldi e in base alle propie aspettative del suo sistema.


PRO E CONTRO

I vantaggi di un impianto sono innumerevoli ma nn è tutto oro quello che luccica.
Per non annoiarvi du buon ora con lunghi testi da leggere schematizzo un po la cosa.

Pro:
-Temperature decisamente inferiori a differenza di quelle ad aria.
-Silenziosità dato ke le ventole essenziali sono poche.
-Manutenzione minima.
-Impatto visivo di non poco conto.

Contro:
-Prezzo non propio adatto a tutti.
-Facilità di montaggio non propio facilissima le prime volte.
-Poca praticità nel togliere/sostituire pezzi all'interno del pc.

Questo è in linea di massima un sistema a liquido molto schematizzato, anche se le varianti sono
moltissime perciò non prendiamo alla lettera ogni cosa.


I VARI KIT VENDUTI

Pian piano che la richiesta di impianti a liquido si fa piu forte sempre piu produttori tirano fuori kit piu o meno completi. Bisogna, secondo me, distinguere questi kit in base a due canoni.
C'è chi passa al liquido ma che non ne richiede le prestazioni piu estreme ma in cambio vuole una facilità di assemblaggio e la manutenzione ridotta al minimo. Ad esempio note case produttrici propongo kit completi e di facile installazione a discapito pero delle prestazioni.
L'esempio è il kit della ThermalTake Aquarius II. La guida illustrata e tutte le componenti necessarie incluse fanno di questo impianto uno dei piu semplici da realizzare, di contro pero ci sono le prestazioni che possono essere eguagliate da un buon sistema ad aria.
Altro punto a favore pero di questo kit è la manutenzione, ridotta al minimo. Viene fornita una ulteriore vaschetta cosi da facilitare il rabbocco dell'acqua (senza aprire neanche il case!).
C'è chi invece punta alle prestazioni estreme, e in genere si tratta di utenti esperti non certo alla loro prima volta con questo tipo di impianti.
Ci sono noti produttori italiani che si dan "battaglia" a colpi di innovazioni sempre piu performanti per i loro impianti. E' il caso di Lunasio, Ybris e Oclabs che se da un lato offrono prestazioni altissime dall'altro lasciano in mano all'utente l'assemblaggio dell' impianto.
Ovviamente non è tutto nero o bianco, nel senso che non possiamo dire: "Thermaltake ci da un impianto bello e pronto mentre Lunasio o Ybris o Oclabs no". Possiamo trovare difficoltà nel montare un kit "commerciale" come trovare facile l'assemblarne uno piu performante.
Insomma di kit e componenti in commercio se ne trovano tantissimi, ognuno con i suoi pregi e difetti. Cercare di raccoglierli tutti è un opera davvero complessa per cui non ci proviamo nemmeno.

Insomma la scelta è ampia e ognuno puo decidere in base alle proprie esigenze, capacità o costi.
Bisogna decidere innanzittutto cosa vogliamo da un kit, la facilità di montaggio, le prestazioni, o un compromesso tra i due certo è che alla fine le soddisfazioni non mancheranno, ma la scelta per un ottimo kit, rimane sempre sui 3 maggiori produttori italiani.

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Ultima modifica di morph : 21-11-2007 alle ore 13.12.05.
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Vecchio 21-11-2007, 13.08.02   #2 (permalink)
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COMPONENTI:

WATERBLOCK CPU

Bene.. ora veniamo ai componenti principali del sistema.
Sicuramente una delle parti principali di tutto è il waterblock, ke raffredda il processore..
essendo una delle parti del pc ke scanda di più (in teoria attualmente siamo attorno ai 100w per un processore medio) perciò il sistema va ben calibrato, facendo arrivare una buona portata e acqua fresca al processore.
Nè esistono di acluni tipi: canaline, alette ecc ecc.. attualmente questi due sistemi sono all'incirca simili anche se piano piano si sta passando dalle canaline alle alette.

Come possiamo vedere il waterblock è abbastanza "grosso" con dei raccordi in entrata e in uscita, attualmente, si aggirano attorno ai 12mm di diametro, il che comporta una grande portata.
I waterblock sono all'incirca di 6cm per lato, e ovviamente le superfici a contatto del processore sono lappate a spekkio (cioè sono piane e senza imperfezioni.. cosa importantissima per il waterblock). Altra cosa importantissima, il waterblock è in rame, il ke comporta uno scambio termico molto elevato.

I wb sono attaccati al socket tramite una staffa.. o tramite staffe più evolute direttamente attorno ai buchi del soket, ke ovviamente sono un pò più sicure.
Il peso dei waterblock del processore gira attorno al mezzo chilo.. percio non ci sono problemi di peso in ogni caso.
Ultimamente si stanno vedendo waterblock col coperchio in plexiglass. Sono abbastanza evoluti e i problemi di perdite sono quasi a zero. (Vedetevi il tyhpoon che lo martellano con dentro l'azoto se non siete nel tutto convinti).
Ottimi prodotti..
Tra i più grandi produttori l'italia è in testa con i suoi waterblock, artigianali, ma molto sicuri.

Pctuner, Lunasio e Oclabs in primis..

In parole molto povere il funzionamento del waterblock è semplice.. l'acqua passa dentro di esso e il calore viene direttamente trasferito dal processore all'aqua tramite di esso, e si possono ottenere temperature basse con altissime prestazioni.




WATERBLOCK SCHEDA VIDEO

Riprendendo il discorso di prima, con l'evoluzione, anche le schede video o meglio nella maggior parte dei casi, il core della scheda video è stato raffreddato a liquido siccome le ultime schede video, specialmente in overclock, possono scaldare tanto.
Come possiamo vedere le differenze tra il waterblock per chipset sn molto poche.
Anche in questo caso schede video in overclock raggiungono raramente i 100w, perciò la dissipazione non è a livello dei waterblock del processore, appunto perchè non necessario.
Unica differenza, sono i raccordi che non sono più perpendicolari al waterblock, ma sono ruotatii di alcuni gradi per agevolare il montaggio dei tubi nel case.




WATERBLOCK CHIPSET

Con l'evoluzione del sistema di raffreddamento si è passato a dei waterblock più evoluti e il raffreddamento è passato dal processore al chipset e successivamente alla skeda video.

Il sistema è sempre lo stesso del processore: raccordi grossi, canaline o alette all'interno del waterblock e raccordi perpendicolari al waterblock, come in quelli del processore.
Sono waterblock un attimino meno prestanti, poichè il chipset non si scalda come il processore.
Siamo attorno ai 30w circa da raffreddare per il chipset.. (anche meno...) percio non serve una cosa potente (di serie nelle schede madri odierne, alcuni chipset sono raffreddanti anche passivamente.. ma negli overclock più spinti si raggiungono temperature abbastanza alte).




WATERBLOCK PER HDD

Con il raffreddamento a liquido possiamo refrigerare oltre al processore, chipset e gpu anche gli hard disk e alimentatori. Vediamo ora nello specifico.
Non trattandosi di componenti simili (quali possono essere processore e gpu) si deve adottare un "waterblock" particolare per raffreddare l'hard disk. Due parallelepipedi di rame circondano i lati
del disco come potete notare.

Per farla breve, il calore emanato dall'hd viene trasmesso ai due blocchi di rame dentro i quali scorre il liquido. Tutto il calore emesso viene assorbito dall'acqua che ne abbassa la temperatura passando per il radiatore. Una soluzione di questo tipo abbassa notevolmente la temperatura ancor piu che con i "tradizionali" sistemi ad aria, elimando il rumore prodotto dalle ventole di cui questi sistemi dispongono.
Un altro sistema di raffreddamento per hard disk, prodotto dalla Koolance, utilizza un diverso metodo, invece dei blocchi posti ai lati si ha un grosso water block da alloggiare sulla parte del disco dove c'è l'elettronica.
Un ulteriore sistema che prenderemo in esame è quello proposto da Aquadrive.
Il principio è più o meno lo stesso del kit Lunasio, ovvero il liquido passa nei waterblock posti ai lati dell'hard disk ma quest'ultimo viene posto all'interno di un box che lo racchiude completamente.


WATERBLOCK PER ALIMENTATORI

Per il raffreddamento degli alimentatori invece l'unico produttore è Lunasio che ha trovato il modo di costruire dei waterblock per alimentatori (Q-Tec 550V PFC). Il calore viene trasmesso dai dissipatori passivi dell'alimentatore ai waterblock che a loro volta lo trasmettono al liquido.
Questa soluzione molto interessante pero non puo garantire una totale refrigerazione in quanto l'alimentatore è pieno di componenti che scaldano, per cui l'utilizzo di una ventola è sempre consigliato anche se a bassi voltaggi.


WATERBLOCKB PER RAM (SCHEDA MADRE & SCHEDA VIDEO)

E’ possibile usare il liquid cooling anche per le ram, ma mentre nel caso delle ram di schede video e’ possibile trovare in commercio waterblock che oltre a raffreddare il core della gpu raffreddano anche la ram.
Per le ram di sistema (le comuni DDR), esistono tentativi artigianali.
Addirittura c'è chi ha messo a raffreddare anche i mosfet della scheda madre.
In realta’ l’effettiva utilita’ di simili sistemi e’ da provare, specie nel caso di sistemi non overckloccati o comunque non in maniera eccessiva, ovviamente andando a modificare pesantemente per esempio, i voltaggi, utilizzando il liquid cooling e’ possibile mantenere le temperature piu’ nella norma.
Questi sistemi sono vivamente consigliati in caso di altissimo voltaggi fuori la norma; per le altre situazioni un comunissimo dissipatore ad aria con un buon ricircolo può fare miracoli lo stesso.




POMPA

Ora veniamo ad un'altra parte principale del sistema, che senza questo accessorio non avrebbe senso di esistere.
La pompa.
Essa è una parte essenziale di tutto il sistema.. una delle parti vitali.
Esistono molte pompe in commercio, specialmente nel campo degli acquari.. speciali per la loro silenziosità e la loro potenza (insieme alle piccole dimensioni).
Una pompa in media è grande 8cm x 8cm.. ovviamente piu potenti sono piu saranno grosse..
il principio è semplice, da una parte raccolgono l'acqua e tramite un alberino che ruota, spara fuori l'acqua.

Le cose principali da tenere d'occhio nelle pompe durante l'acquisto sono la portata e la prevalenza.
La portata massima di una pompa è quella quantità di acqua che fa uscire in un determinato tempo.
in linea di massima le pompe si suddividono in 800, 1200, 1700 litri all'ora.. con una prevalenza attorno ai 1.50/2 metri..
La prevaleza è l'altezza massima che la pompa puo far raggiungere l'acqua.. percio più è.. meglio è..
In un sistema semplice una pompa da 800l/h può essere sufficiente.. in sistemi più evoluti è il caso di passare a pompe più potenti.
Tra tutte le pompe, due marche spiccano x la loro potenza elevata, prezzo basso e silenziosità contenuta: Hydor e Newjet. (Ci sono anche le Ehiem e le Ruwa che sono molto buone, da evitare invece le Sicce che costano poco ma valgono poco).
Per ottimizzare il sistema si possono attaccare direttamente alla pompa, sdoppiatori filettati da inserire nella parte del portatubo, in modo da sprecare il meno possibile la portata massima.

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Vecchio 21-11-2007, 13.08.38   #3 (permalink)
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RADIATORE

Altro componente dalla massima importanza è il radiatore.
Punto vitale del sistema che senza di esso non ci potrebbe stare (o quasi). La principale funzione è quella di abbassare le temperature dell'aqua (ovviamente).
Nel tempo i radiatori hanno avuto un evoluzione passando dai normali radiatori con tubi e alette ai migliori e più performanti a celle piatte.
Nel radiatore passa l'acqua del sistema e tramite una o più ventole viene raffreddata. La ventola come molti credono non deve raffreddare direttamente il radiatore, ma deve fare passare l'aria
tra le alette. Credono che il metodo migliore sia quello di soffiarci sopra, ma la maggior parte delle volte si sbagliano. la ventola deve aspirare l'aria facendola passare dal radiatore e facendola uscire dal case nella maggior parte dei casi.
Per ottimizzare questo flusso d'aria si dovrebbe distanziare le ventole di 2-3-4cm e chiudere il flusso con un convogliatore, (di solito artigianale) in modo che le ventole aspirino propio tutta l'aria possibile, raccogliendola direttamente dal radiatore.
Ovvio che anche se la ventola soffiasse sul radiatore le prestaizoni rimarrebbero comunque allineate.
Ci sono molti tipi di radiatori a celle piatte. 1, 2 o 3 ventole di solito da 120mm che comunque sono facilmente integrabili nel case; se propio lo spazio è poco ci sono radiatori che montano ventole da 80mm ma non dobbiamo aspettarci prestazioni di un v3 da ben 3 ventole da 12mm.

I radiatori sono anch'essi in rame, magari colorati in svariate tinte con un bellissimo impatto visivo; oramai anche nei radiatori ci stiamo mettendo nell'ottica dei raccordi da 12mm per far si che il flusso sia il maggiore possibile.

Questi sopra sn prodotti gia pronti, ma da bravi modder possiamo andare dallo sfascia carrozze a prendere un radiatore di un Tir e mettercelo nel case dopo averlo modificato adeguatamente.




VENTOLE

Nel watercooling a meno che non si usino taniche da 40litri, dobbiamo usare un radiatore; di conseguenza delle ventole per raffreddare l'acqua che ci passa attraverso.
Diciamo che la questione non è molto lunga, piu che altro perchè il radiatore non ha bisogno di ventole silenziosissime o con tantissimi cfm..
Nella maggior parte dei sistemi si usano ventole da 120mm e magari poco spesse per venire in contro ai problemi di integrazione nel propio case.
Altra cosa importante è che queste ventole essendo "rumorose" vanno downvoltate tramite cavi rheobus o resistenze.
Ridurre a 5v o a 7v una ventola sopra i 30db non la rende veramente silenziosa, soprattutto se assorbe molta corrente.
Altro problema è la polvere sulle pale, che ne diminuisce l'efficacia (rumore e prestazioni).
Le 12x12 vanno utilizzate verso i 5v, le 9x9 pure, le 8x8 verso 7v.
Da non dimenticare la rimozione di griglie e il disaccoppiamento delle ventole per ridurre le eventuali vibrazioni, fruscii ecc ecc.
In genere preferite ventole con basso assorbimento di corrente.
Ventole con alto assorbimento di corrente, sia dotate di potenziometro, sia abbassate a 5v o a 7v, emetteranno comunque un ronzio.

Le ventole che noi consigliamo nei nostri sistemi sono le 8x8 abbastanza silenzione attorno ai 25db.. ovviamente messe a 7v per una buona silenziosità (quasi totale):

- Vantec Stealth
- Top Motor Low
- YS-Tech Silent
- Noiseblocker S2

Le ventole 12x12 che consigliamo per quasi tutti i sistemi, messe magari a 7v o 5v per una ottima
silenziosità ma ottime performance:

- YS-tech Silent
- Vantec Stealth
- NoiseBlocker Sx1
- NoiseBlocker Sx2Pro

Ovviamente consigliamo vivamente le ventole "ball bearing" cioè a cuscinetti a sfere, sono più durature, costanti come bilanciamento e rumore prodotto.
Non ci dilunghiamo in altre parole piu che altro perchè nel forum esistono altre guide che trattano in modo molto più approfondito questo tema (Cfm, grandezza, Rumore e downvolt).

Rimandiamo a questo interessante link:
http://forum.hwupgrade.it/showthread...hreadid=469580




ADDITIVI

Parliamo ora di una delle cose ke ultimamente fa parlare molti utenti.. gli additivi.
In teoria servono per far si che non si formino alghe e microorganismi che potrebbero compromettere lo stato e le prestazioni del nostro sistema.
nella maggior parte dei casi non si usa acqua di rubinetto.. per svariati motivi.. ma si usa acqua distillata e solo con questa in un sistema ben chiuso e senza molta luce, si eviterebbero problemi di ogni sorta.
Molti usano l'aggiunta del 2-3% di alcool (in particolare si aumentano le dosi se si va sottozero con l'acqua, ma questo è un altro discorso) esagerando con l'alcool si potrebbe danneggiare la pompa e compromettere l'efficienza del sistema portanto aumenti di temperatura.
molte case offrono prodotti tipo l'amuchina o antialghe particolari.. che io sconsiglio.
altre case invece propogono veri e propi additivi studiati propio per i nostri sistemi.
molto buoni, dicono, non li ho ancora provati. alcuni di questi prodotti dovrebbero aiutare la pompa e "fare manutenzione" ad essa.
Altri additivi possono essere coloranti (normali o uv) che ovviamente fanno colorare i tubi e offrono un sistema molto più coooooooool.
Io ne ho provati alcuni.. e hanno lasciato una patina colorata sui tubi, imho, li sconsiglio.
Acqua distillata più poco alcool sono la cosa migliore nel nostro caso. ovviamente i controlli ogni tanto e il cambio dell'acqua ogni 6-8 mesi, tolgono tutte le probabilità di trovare strani ospiti nel nostro sistema.




TUBI

Parte non meno importante di tutto il sistema sono i tubi. Solo tramite questi passa l'acqua il che lascia presupporre che l'importanza di un buon flusso faccia parte (e molto) anche di questo componente.
La portata appunto, nei tubi piccoli nn ci potrà essere una grossa portata perciò tutto il sistema ne risentirebbe usando tubi tipo 6mm, allora si consiglia di prendere tubi da 12mm (sempre se il sistema lo permette) e di usare quelli in modo di avere meno sprechi di portata, sforzare meno la pompa e avere più acqua in circolo.
Oltre a questo i tubi non devono seguire tragitti contorti o lunghe tratte, ma meno strada si fa, piu acqua gira.
Altra cosa importante è quella di cercare di non far strozzare i tubi (come detto altrove nella guida) cioè di non fargli fare una curva troppo stretta.
I tubi in commercio sono pochi, piu che altro sono quasi sempre gli stesse usati da tutti: i Crystal e quelli di Silicone.
Ora si stanno vedendo delle particolari soluzioni con tubi retinati al loro interno per evitare del tutto le strizzature, molto evoluti e costosi.
I primi credo siano i migliori, belli, lucenti, trasparenti, abbasatanza spessi da non farli strozzare.
I secondi invece sono di poco sotto ma comunque ottimi, un po + scuri, poco spessi, piu strozzabili dei crystal.
Imho consiglio i primi.
In questa foto di tubi, c'è un tubo crystal, uno retinato e uno con l'anima in metallo.
Quelli con l'anima in metallo sono i meglio perché fanno tutte le curve senza strozzare il tubo. Per esattezza ricordo che è un tubo composto da gomma/metallo/gomma e quindi il metallo non è in nessun modo a contatto con l'acqua. Non si sa mai, sempre meglio precisare!
L'ultima cosa da dire è che comunque i tubi in silicone spesso sono anche più cari dei crystall in quanto fatti di silicone purissimo, e che è più difficile ancora rispetto ai crystal trovarli con la sezione interna da 12mm.
Più che "strozzabili", i tubi in silicone permettono più flessibilità e raggi di curva più stretti rispetto ai crystall, che sono più rigidi, senza per questo soffrire dell' "effetto schiacciamento". Anche muovere le mani in un'integrazione molto affollata di tubi è più semplice se i tubi sono in silicone.




FASCETTE

Un'altra cosa importante nel sistema ma su cui nn c'è moltissimo da dire, sono le fascette stringicavo.
Con queste si fissano i tubi ai vari componenti del nostro sistema; Basta non stringere esageratamente, e il gioco è fatto!
Riguardo alle fascette in ferro, beh basta noin stringere molto se no il tubo puo danneggiarsi. Io comunque consiglio quelle in plastica.
Le fascette in plastica sono le "migliori", in giro se ne vedono anche di colorate o reattive; che sono molto cooool.


SDOPPIATORI

In un sistema complesso d potrebbe rendere necessario sdoppiare le portate mettendo in parallelo i vari rami del sistema (di cui parleremo più avanti dei vantaggi/svantaggi).
Per questo si fa uso a degli sdoppiatori (plastica o ottone che sia), meglio se a forma di Y in modo da perdere ancora meno portata. Per questi sdoppi non c'è una regola fissa poichè dipende dal nostro sistema e come vogliamo ottimizzarlo.
Ma solo una regola "vige", cioè quella di avere le due uscite sdoppiate ovviamente non piu grosse dell'entrata, perciò sdoppi a 12mm vanno benissimo. E' sempre meglio avere entrate non piccole, cioò tipo 8mm (suggerisco sdoppiatori che si avvitano direttamente sulla pompa, in modo da perdere il meno possibile).




RACCORDI PORTATUBO

Cosa molto importante in un sistema sono anche i raccordi, da questi dipendono, in molti casi, le uscite e i rientri della vaschetta; o magari le entrate/uscite nei radiatori.. ecc ecc
Qua si puo fare lo stesso discorso dei tubi. Raccordi grossi e dimensionati al sistema.
Per il materiale anche qua ci possiamo riallacciare a quelli degli sdoppiatori, acciaio inox, rame, ottone, insomma tutto forchè l'alluminio.




VASCHETTA

Veniamo ora alla vaschetta, parte abbastanza importante di tutto il sistema dove ha luogo la "custodia" delle pompe e dell'acqua che non è in circolo.
La costruzione della vasca la prenderemo piu avanti.
La vasca, come detto sopra, fa da serbatoio per mettere l'acqua in circolo e assorbe anche le vibrazioni prodotte dalle pompe. Si consigliano prodotti in plastica e di grandezza che piu si addice al nostro sistema.
Gli esperti consigliano anche di distanziare le pompe dai lati di almeno 1-2cm per lato in modo da non avere problemi di risonanza.
Altra cosa che puo essere usata per assorbire vibrazioni è l'utilizzo o sotto le pompe o sotto la vasca di neoprene o ancora meglio, sotto le pompe delle apposite ventose in modo da fissarle e assorbire ulteriormente le vibrazioni, e sotto la vasca del neoprene (per lo stesso motivo).
La vasca nono deve essere eccessivamente grossa se abbiamo un radiatore, poichè l'acqua restando ferma si potrebbe scaldare, facendo perdere prestazioni al nostro sistema, perciò il minimo indispensabile.
Se non abbiamo problemi di spazio e non vogliano usare un radiatore, possiamo anche usare delle vasche parecchio grosse (nell'ordine 30-40 litri minimo), in modo da far stabilizzare l'acqua con la temperatura esterna, e avendone così tanta si sconguira il fatto del riscaldamento. Questo si consiglia per le persone che hanno problemi di integrazione nel case ma che hanno moltissimo spazio da usare per la vasca.




TEORIA

SISTEMI SENZA VASCHETTA

E’ ancora oggi presente la convinzione che una maggiore quantita’ di acqua possa garantire maggiori prestazioni e quindi temperature piu’ basse, cio’ e’ ovviamente errato, a meno di non usare il radiatore e utilizzare una vasca con un’enorme quantita’ di liquido, dai 20 ai 50 litri, ma anche in questa eventualita’ specie tenendo acceso il pc 24ore su 24, e’ possibile raggiungere temperature elevate.
Nel caso in cui si usi il radiatore la quantita’di liquido nel circuito e’ ininfluente, determina solamente il tempo impiegato dal sistema nel raggiungere l’equilibrio termico, in altre parole, da un lato abbiamo una sorgente di calore che “trasferisce” nel sistema un certo numero di watt (Di calore), dall’altro abbiamo il radiatore che ne smaltisce una certa quantita’, il liquido diviene solo un tramite per veicolare questo calore. In principio a sistema spento, l’acqua e’ a temperatura ambiente, quindi avviando il pc, i watt della cpu scaricati nel sistema fanno aumentare la temperatura al liquido, che a sua volta riscaldando il radiatore cede parte di questi watt all’esterno, nel caso di sistemi semplici il radiatore non riesce a trasferire tutto il calore, o meglio anche l’acqua non riesce a trasferire tutto il calore dalla cpu al radiatore (per le proprieta’ proprie dell’acqua), questo determina un certo numero di watt che rimangono nel sistema, che fanno salire la temperatura della cpu (inefficienza dell’acqua) e dell’acqua (inefficienza del radiatore). E’ ovvio che dopo un certo tempo si raggiunge un punto di equilibrio, il tempo appunto dipende dalla quantita’ di liquido nel sistema, quindi possiamo usare quanta acqua vogliamo ma le prestazioni finali dipendono solo dal radiatore (ovviamente a parita’ del resto), a maggior ragione se si considerano piccole quantita’ di acqua, cioe’ fare una vaschetta da 2 litri o da 5 litri, non vi e’ molta differenza.
Da queste considerazioni appare chiaro come sia possibile realizzare sistemi privi di una vaschetta, cioe’ con le pompe non immerse, appunto dalle pompe dipende la possibilita’ o meno di farle lavorare non immerse, quindi usando delle pompe capaci di lavorare anche senza essere immerse, e’ possibile non usare la vaschetta, in questi casi e’ buona norma ventilare la pompa anche se cio’ comunque non e’ necessario.

Usando un simile sistema e’ bene eliminare l’aria dal circuito, infatti in questo caso eliminando la vaschetta, le bolle di aria presenti nel circuito rimangono in circolo e possono influire negativamente sui vari componenti del sistema (Rumore e temperatura in particolare), per questo motivo e’ bene cercare di riempire il circuito per bene eliminando tutta l’aria, oppure usare un Air Trap, cioe’ un contenitore simile ad una vaschetta, ma molto piu’ piccolo, questi contenitori generalmente hanno due raccordi uno d’entrata e uno d’uscita, basta posizionarli in un punto in alto rispetto al circuito, in questo modo le eventuali bolle di aria presenti nel circuito, finiranno dentro l’air trap.




SISTEMA A PIU POMPE

Bene, con l'evoluzione di un sistema, con piu waterblock e magari piu radiatori si puo ritenere migliore l'uso di piu pompe, ovviamente utilizzate per migliorare il flusso e la portata per appunto ottimizzare e potenziare tutto il sistema.
Non c'è moltissimo da dire.. perchè solo la fantasia e i soldi che abbiamo a disposizione, mettono un limite. esistono molti sistemi ke usano più di una pompa.
Sono sistemi complessi che vanno studiati bene in base alle propie esigenze anche se non è difficile da realizzare.
Calibrando bene la potenza e la portata si possono ottente risultati molto molto superiori.
In molti casi, piu pompe sono sinonimo di riscaldamento dell'acqua nella vasca, (anche se molto poco) e aumentano anche le vibrazioni prodotte e la grandezza della vasca, perciò diventa una cosa da studiare molto bene.

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Vecchio 21-11-2007, 13.09.18   #4 (permalink)
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SISTEMA CON PIU RADIATORI

Come detto pocanzi, con l'evoluzione di un sistema, la potenza dei componenti da dissipare tramite l'acqua puo diventare molta. a questo punto un semplice radiatore piccolo puo essere restrittivo e allora si puo decidere di almpiare il sistema aggiungendo un radiatore o direttamente sostituendo codesto con un più grosso e prestante.
Aggiungere un radiatore, usarne due o tre magari piccoli, certe volte è inutile; poichè si occuperebbe spazio per "nulla". l'unica situazione che può essere presa in considerazione per l'uso di piu radiatori, è quella nel caso in cui ci sia veramente poco spazio per usare un raddiatore più grosso.
Nel caso si usino due o piu radiatori, vale il caso dei sistemi a piu pompe; cioe', calibrazione della potenza, dei flussi e delle portate, per rendere il sistema piu prestante.
Anche qua non c'è una regola fissa, ma tutto il sistema va studiato e modificato in base alle propie esigenze e sempre ai propi soldi.


COSTRUZIONE DELLA VASCA

In particolari casi le vasche prefabbricate o altri prodotti adattati nel nostro sistema possono non bastare, magari per problemi di spazio, allora il nostro spirito da modder verrà fuori..
La vasca possiamo costruirla, anche se non è un'impresa titanica, sarà lo stesso una cosa difficoltosa, poichè le altre vaske in commercio (appositamente studiate per noi) sono a tenuta stagna, e noi una volta costruita dovremmo CATEGORICAMENTE studiare un modo per rendere la vasca a tenuta stagna.
Le strade piu veloci e migliori sono quelle di studiare una vasca gia buona per questo scopo, magari con dei piccoli incastri per i lati o nella peggior parte dei casi la siliconatura degli spazi d'incastro.
è un lavoro molto lungo da fare poichè la vasca può essere sicura solo dopo svariati test (esterni dal case ovviamente, magari in una vasca da bagno con della carta per vedere meglio le perdite) di molte ore.
La costruzione di una vasca non ha regole fisse. solo la nostra anualità e la nostra fantasia possono essere dei limiti. i materiali da NON usare possono essere solo quelli che possono avere problemi e reazioni con il rame; percio l'alluminio in primis.
Vanno benissimo le vasche in plexiglass, ovviamente dimensionato alla pressione dell'aqua;
perciò almeno di 6mm, meglio 8-9mm.
Come possiamo vedere queste sono vaschette semplci da cui possiamo prendere spunto.
cercando nei vari siti (come questo forum) si possono trovare molte guide utili per la loro realizzazione.
Ci sono molte altre cose secondarie alla vasketta, ke sono icuramente molto utili nel caso volessimo raggiungere stadi di insonorizzazione molto elevati. possono esserci utili delle ventose sul fondo esterno per rendere più stabile la nostra vasca e per assorbire quelle piccole vibrazioni delle pompe, o magari puo essere utile l'uso di uno strato di neoprene magari sotto le pompe, direttamente all'interno della vasca per assorbire ulteriormente quelle vibrazioni delle nostre pompe.




INTEGRAZIONE DELL'IMPIANTO DEL PC

La cosa che la maggior parte di noi cerca in un impianto, è l'integrazione.
Un utente che possiede un big tower o magari vuole realizzare una waterstation esterna non ha di questi problemi poichè lo spazio a disposizione è molto, ma gli utenti che possiedono un htcp o magari un middle tower, dove lo spazio nn regna sovrano, avranno non pochi problemi.
Qua solo la nostra fantasia ci pone dei limiti, possiamo tagliare e modificare a nostro piacimento il nostro case per poter integrare nel migliore dei casi in nostro impianto.

Come possiamo vedere dalle foto molti utenti decidono di mettere il radiatore sul tetto per motivi prestazionali, ma molti altri non hanno spazio percio possono decidere di inserilo direttamente sotto i dischi fissi tra il frontale e la lamiera del case.
Il radiatore dovrebbe essere la cosa piu difficile da integrare date le sue dimensioni.
L'altra cosa che puo creare problemi nella nostra integrazione potrebbe essere la vasca.
moltissimi utenti (anzi quasi tutti) che integrano, la mettono sotto i dischi fissi, propio in quello spazio vuoto a destra della scheda madre. lì di spazio c'è n'è molto, percio non ci dovrebbero essere grossi problemi.
Nella vasca si mette la pompa, e via!!!
Molti ultimamente stanno passando all'esclusione della vasca studiando un sistema alternativo e nemmeno troppo complicato. percio lo spazio per integrarla diventa ancora meno, meglio!!!
Altra cosa, sono i tubi; li dipende dal nostro case, dalla nostra manualità e dalla nostra fantasia. Non è difficile, basta solo ragionare un attimo su quello che vogliamo fare e studiare
un percorso ben definito.
Concludo nel dire che, anche se con un sistema completo tutte le parti del nostro pc sono raffreddate, dobbiamo avere lo stesso un ricambio d'aria nel nostro case, poichè è possibile ke alcune parti particolari non si raffreddino abbastaza (mosfet o altri componenti minuscoli).




COLLEGAMENTO DEI COMPONENTI

Una volta che abbiamo pronti tutti i componenti dobbiamo collegarli tra loro tramite i tubi.
A seconda del tipo di sistema adottato e all'integrazione che dovremmo farne nel case dobbiamo prestare attenzione ad alcuni particolari. Si è visto che la lunghezza dei tubi non ha influenza
sulle prestazioni (in linea di massima) ma ciò che conta è evitare strozzature e curve troppo angolate (e magari sbalzi di altezza troppo elevati). Per strozzature si intende il tubo che in alcuni casi puo schiacciarsi (per motivi di varia natura) e quindi diminuire il flusso del liquido. Anche le curve con angolature molto strette possono diminuire la portata d'acqua e cosi compromettere un po le prestazioni. Quindi potremmo far fare ai nostri tubi percorsi magari piu lunghi piuttosto che curve angolate o articolate per raggiungere i componenti. E' buona norma anche utilizzare delle fascette Stringicavo (consigliate in plastica piuttosto che in ferro per evitare possibili danneggiamenti ai tubi) per assicurare meglio la tenuta del tubo sui raccordi dei vari componenti. Un ulteriore consiglio è quello di utilizzare delle molle attorno ai tubi per evitare appunto strozzature e deformazioni del tubo dovute a curve strette.
Il primo riempimento è quello più critico. Innanzi tutto riempiamo lentamente aiutandoci con un imbuto la vaschetta a pompa spenta (evitare di accendere la pompa senza liquido), poi accendiamola qualche secondo fino a che non entra tutta l’acqua nei tubi e nei vari accessori, poi spegniamo nuovamente e riempiamo ancora, riaccendiamo e, a pompa accesa, rabbocchiamo fino al livello desiderato. E’ bene non riempire fino all’orlo poiché l’acqua scaldandosi aumenta leggermente di volume e potrebbe forzare il coperchio o addirittura perdere, lasciamo quindi circa 15-25 mm dall’orlo della vaschetta.
Quando colleghiamo i tubi ai dispositivi preoccupiamoci di lasciare i raccordi in posizione laterale avendo cura di tenere il raccordo d’entrata in basso e quello di uscita in alto, questo ci permette di far uscire rapidamente e con facilità le bolle che restano nel WB e nel radiatore.
Se le bolle dovessero finire nella pompa sarà bene scuoterla sia da spenta che da accesa per farle fuoriuscire altrimenti potrebbe vibrare in modo anomalo facendo parecchio rumore.
E’ bene anche scuotere il radiatore poiché la presenza di bolle all’interno ne diminuisce le prestazioni.




LE PORTATE

Ecco le piattaforme del test:



Le pompe usate erano tre e di portate diverse: due hydor seltz (L25II e L35II) e una Sicce Idra.

I test sono stati fatti travasando l'acqua da un secchio all'altro, mettendo uno dei due secchi su una bilancia e misurando variazioni di peso pari a 4 litri:
in questo modo si sono allungati i tempi di test (quindi rendendo trascurabile l'errore di qualche centesimo di secondo nel premere il cronometro) ed si sono evitati i transitori (la fase in cui il liquido inizialmente accelera nei tubi) facendo partire la misurazione con la portata a regime.

In ogni test si sono usati tubi di mandata da 12mm, lungo 60cm dalla pompa all'impianto, e da 12mm, lungo 70cm dall'impianto al secchio di raccolta/misura.

Si è mantenenuta l'altezza del pelo libero dell'acqua dei due secchi mediamente alla stessa quota, in modo da prendere in considerazione solo la perdita di carico che si ha nell'impianto e non quella dovuta al salto tra ingresso ed uscita dell'impianto di prova (che è assente nei nostri impianti).

Ogni test è stato ripetuto per 5+2 volte, in modo da conservare i 5 risultati intermedi ed eliminare i due valori estremi.

Prima i test sulla portata libera (c'era 1,5mt di tubo da 12mm) delle 3 pompe e sulla portata in condizione di tubo 70cm + flauto:



Poi i test sono passati sui waterblock in possesso, per misurare la portata dei singoli:



Successivamente testato il tutto montando l'impianto in serie, aggiungendo un componente per volta:



Poi si sono condotti dei test sulle portate del flauto a vuoto, con le diverse pompe.
In questo test ed in quello successivo, date le elevate portate totali, credo che una delle strozzature principali sia introdotta dal tubo di alimentazione da 12, misura limitata dal fatto di voler utilizzare i raccordi rapidi.
Tuttavia si vede che, utilizzando varie pompe, (quindi variando la portata) le percentuali di portata dei vari rami variano di poco.
Infine attaccati a ciascun ramo il suo waterblock (come sono nella foto del parallelo).





Se sommate le portate dei singoli rami non ottenete la portata totale indicata: ciò perché per misurare i vari rami, si ha messo all'uscita dei wb degli spezzoni di tubo tutti uguali che scaricavano nel secchio di partenza o in quello di arrivo a seconda di cosa stessi misurando.
La portata totale invece è misurata all'uscita del flauto di ritorno, con il suo bel pezzo di tubo d'uscita da 12, lungo 70 cm.

La disposizione dei wb non è quella che logicamente si dovrebbe avere per ottimizzare le portate in modo che decrescano passando da CPU>VGA>NB, ma ho disposto i rami in modo che i tubi fossero in ordine e corti.
Tuttavia dai test si vede che la portata è maggiormente influenzata dalla strozzatura creata dalla tipologia dei wb che non dalla posizione che hanno i tubi di alimentazione sul flauto

Purtroppo non si sono potuti fare test con dei radiatori, nè con altre pompe o wb.

La seltz L35II che è stata usata era affetta (come molte, credo) del difetto di partire con un senso di rotazione "random". Quando parte contro-verso, la pompa è molto più rumorosa, quindi si riesce a capire cosa stia succedendo.
Ovviamente i numeri che sono stati presentato sono RELATIVI, e servono per capire cosa cambia, aggiungendo un componente in serie o disponendo in parallelo l'impianto, o ancora cosa succede cambiando pompa, per valutare se conviene la spesa o sacrificare il silenzio.

NON prendete questi valori come assoluti, NON fate confronti con i dati dichiarati dai costruttori, che certamente hanno metodologie diverse e strumenti di test diversi. Oltretutto sui Wb sono stati montati dei raccordi rapidi che strozzano qualcosina in più rispetto ai classici portagomma.

Le immagini parlano da sole..


SERIE E PARALLELO

Esistono due tipologie di circuiti per i sistemi a liquido, in serie, ed in parallelo.
Nel primo caso in pratica tutti i componenti del sistema sono disposti uno di seguito all’altro, per esempio avendo una vaschetta con la pompa, un wb per cpu, un wb per gpu e un radiatore, avremo questa disposizione: Dalla vaschetta parte un tubo (dall’uscita della pompa) che arriva al wb cpu, da qui’ si arriva al wb gpu, quindi nel radiatore infine si ritorna nella vaschetta, l’ordine dei componenti non e’ molto importante, o meglio si potrebbe pensare di mettere prima il radiatore in modo da mandare acqua fresca sui wb, in realta’ data la velocita’ dell’acqua le differenze sarebbero minime.
Nel caso di un sistema in parallelo, l’idea e’ quella di sdoppiare il circuito in due rami, questo per vari motivi, sicuramente per riuscire a sfruttare meglio le pompe visto che queste non sono certo state pensate per i sistemi a liquido, specie se si tratta di circuiti molto lunghi, per questo si potrebbero avere anche problemi di usura per la pompa, invece andando a creare in maniera opportuna due rami, e’ quasi come raddoppiare la portata del circuito, sforzando in questo modo di meno la pompa. L’importante e’ usare degli sdoppiatori di flusso opportuni, in pratica lo sdoppiatore deve avere un ingresso con una sezione almeno doppia rispetto alle sezioni dei due rami uscenti, in questo modo in ogni punto del circuito vi e’ la stessa sezione, per esempio dalla pompa attacco un tubo da 18mm di diametro interno, quindi arrivo nello sdoppiatore, che avra’ anche lui un diametro di 18mm interno, quindi con sezione pari a 3.141x9^2=254mm^2, ogni ramo potra’ avere una sezione pari a 254/2=127mm^2, cioe’ un diametro interno di 12.72mm, in questo senso anche se ho due rami sommando la loro sezione ottengo la sezione di uscita dalla pompa, e’ sbagliato prendere delle Y con i tre rami di sezione uguale, si avranno delle portate ridotte, proprio perche’ avro’ una strozzatura, nell’entrata allo sdoppiatore, in pratica e’ come strozzare un tubo fino a farlo diventare di meta’ sezione, e’ ovvio che non e’ una cosa buona.
Per lo stesso ragionamento e’ ovvio che nel momento in cui si deve ritornare in vasca bisogna utilizzare lo stesso tipo di Y oppure usare due rientri separati in vasca, uno per ogni ramo.
In commercio si trovano vari tipi di Y alle quali e’ possibile cambiare i raccordi, e’ anche possibile per chi ha un po’ di praticita’, farsi lo sdoppiatore saldando del tubo di rame, questa sarebbe la cosa migliore visto che si potrebbe scegliere la misura piu’ appropriata al nostro sistema.



In questo modo e’ possibile distribuire i componenti nei due rami, attenzione pero’ che l’acqua segue sempre la via con meno resistenza, cioe’ e’ facile avere i due rami sbilanciati, con portate diverse specie se i componenti hanno raccordi di sezione differenze, per esempio non e’ una buona idea mettere sullo stesso ramo un wb cpu con raccordi da 12mm interni e un radiatore con raccordi da 8mm interni, la portata sara’ sicuramente limitata dai raccordi piu’ piccoli, allo stesso modo se il wb ha raccordi da 10mm interni ed e’ solo su di un ramo, mentre il radiatore con raccordi da 14mm e’ sull’altro ramo, e’ facile avere basse portate sul ramo del wb cpu, l’acqua andra’ sul ramo con meno resistenza.
Usare un sistema in parallelo e’ sempre consigliabile, certo aumenta la complessita’ del sistema, specie se si vuole fare le cose per bene, aumentano il numero di tubi all’interno del pc, magari per sistemi composti da pochi elementi, solo un wb e un radiatore e’ possibile usare il tutto in serie, usando piu’ componenti diventa necessario sdoppiare il flusso, per avere un sistema ottimizzato ed efficiente.

Per altre informazioni più dettagliate vi rimandiamno alla sezioni sopra (In particolare raccordi e sdoppiatori).




LA DISPOSIZIONE DEI PEZZI - L'ERRORE PIU' COMUNE:
APPENDICE SULLA TEORIA DEL RAFFREDDAMENTO A LIQUIDO


Ogni componente del nostro circuito ha una portata massima differente. Ciò è molto importante per poter capire in quale ordine e come disporre ogni elemento.
Generalmente, dalla portata maggiore alla minore, possiamo individuare un elenco di questo tipo:

1)waterblock vga
2)waterblock chipset (o viceversa, spesso sono quasi uguali)
3)radiatore
4)waterblock cpu.

E' logico dedurre che per ottenere una portata globale di buon livello, cosa fondamentale se si utilizzano impianti made in italy, bisogna attenersi a quest'ordine per progettare la sequenza dei vari componenti del nostro circuito.
In un ipotetico sistema montato in serie, l'ordine dei pezzi dovrebbe quindi essere quello riportato.
Stesso discorso vale anche per impianti in parallelo, dove possiamo trovare su qualche ramo magari più di un componente, che va quindi ordinato nella giusta sequenza.
Da tenere in conto che più il radiatore è grande, minore è la sua portata. Non è quindi detto che un radiatore a 3 ventole abbia portata superiore ad un waterblock cpu. L'unico sistema affidabile, oltre all'attenersi ad eventuali dati tecnici riportati dai produttori, è quello di sperimentare empiricamente. O chiedere consiglio in questa guida.
Sostanzialmente, ciò che si vuole trasmettere è di non aver paura a mettere in fondo alla catena il waterblock cpu col timore che l'acqua che arriva sia troppo calda e non raffreddi abbastanza il processore. Bisogna infatti superare la convinzione che la cosa più importante sia la temperatura locale prima-dopo waterblock dell'acqua, e capire che l'obiettivo è raggiungere l'equilibrio termico* più favorevole.
Se un sistema richiede alte portate, dategli le alte portate, pazienza se l'acqua che arriva alla cpu è a 24.5°C invece di 24°C perchè proviene dal wb della vga.
Sì, perchè la differenza di temperatura tra il prima e dopo un waterblock si misura in decimi di grado, talmente è irrisoria. Questo semplicemente perchè nel circuito l'acqua gira molto velocemente, e non si ferma in un waterblock come fosse una vasca di decantazione ad assorbire tutto il calore possibile. E non fa in tempo a divenire così calda.

E ALLORA PERCHE' RAFFREDDARE L'ACQUA? QUAL E' IL VERO SCOPO DI UN RAFFREDDAMENTO A LIQUIDO?
L'acqua non è il co2 (ma và?!). In impianti di raffreddamento estremi dove si utilizza il gas (sotto forma di co2 o azoto liquido), circola sempre un refrigerante che, essendo freddissimo, assorbe tantissimo calore dalla fonte (ossia dai processori, tramite i waterblocks) in quegli istanti che attraversa lo scambiatore di calore stesso. Perciò l'obiettivo è far arrivare il refrigerante il più freddo possibile per assorbire la maggior quantità di calore possibile.
Con l' h2o questo succede solo nei primi minuti che l'impianto è acceso. In seguito le temperature di acqua e wb si stabilizzano, fino a raggiungere il fantomatico equilibrio*, dove i due corpi acquistano e cedono la stessa quantità di calore, mantenendo invariata la propria temperatura.
Giunti a questo punto si capisce come sia ininfluente la temperatura locale dell'acqua che arriva al wb, poichè la quantità di calore che assorbirà dipenderà interamente dalla temperatura totale del circuito. Ricordate infatti che l'acqua stessa, nelle diverse parti del circuito, è sempre un'unico corpo che, per le leggi fisiche, scambia calore al suo interno fino ad arrivare prima di tutto al proprio equilibrio.
La funzione generale del liquido non è tanto quella di abbassare la temperatura dei processori, quanto mantenere mediamente basso l'aumento di temperatura, e lenta la progressione della stessa all'aumentare delle frequenze. Quindi il processore ci mette di più a scaldarsi e il delta di temperatura è in ogni caso minore.
Questo perchè l'acqua assorbe (dal wb) e rilascia (grazie al radiatore) moltissimo calore molto lentamente. Ripensando al concetto di scambio termico sopracitato, si deduce che tale comportamento dell'acqua allunga i tempi necessari al raggiungimento del nuovo equilibrio richiesto con l'aumentare delle frequenze.
In un ipotetico grafico con le ascisse destinate al tempo e le ordinate alla temperatura, l'inserimento di un radiatore nel circuito favorisce lo spostarsi del punto di equilibrio verso destra e verso il basso.

Considerazione finale: l'obiettivo di un efficiente sistema di raffreddamento a liquido per un uso giornaliero non dovrebbe essere principalmente quello di raffreddare la cpu, ma quello di costruire un sistema che assorba nel minor tempo la maggior quantità di calore possibile e che lo ceda altrettanto velocemente e massicciamente, ottimizzando i flussi e la velocità di percorrenza dell'acqua a seconda delle caratteristiche tecniche dei componenti.

*Equilibrio termico: in questa sezione della guida si fa più volte riferimento all' "equilibrio termico". Tale espressione viene utilizzata per facilitare e semplificare la comprensione di un discorso articolato, in quanto alle parole "equilibrio termico" più o meno tutti sono in grado di attribuire un concetto comprensibile, individuabile come "momento in cui la temperatura dei due corpi si stabilizza grazie alle reciproche influenze". In realtà lo stabilizzarsi delle temperature che avviene nel nostro circuito non è tecnicamente il raggiungimento dell'equilibrio termico. A livello macroscopico si può fraintendere a quel modo il fenomeno, ma fisicamente non è così.
Infatti, all'equilibrio termico due corpi raggiungono un momento di inerzia nel quale non vi è scambio di energia ne per irraggiamento ne per conduzione ne per convezione. In un impianto, quando si "stabilizza" la situazione, vi è al contrario un continuo trasferimento di energia. L'equilibrio è quindi propriamente detto dinamico, e non termico, benchè apparentemente il fenomeno presenti le caratteristiche di entrambi gli equilibri.



XTREME COOLING
LE CELLE DI PELTIER
SottoTitolo: L'evoluzione del raffreddamento

Le celle di Peltier o TEC vengono usate per abbassare la temperatura al di sotto di quella ambiente, il funzionamento si basa su principi fisici molto complessi, ci limitiamo nel dire che vengono usati due tipi di materiali, il tipo N e il tipo P, questi sono collegati in maniera opportuna, nel momento in cui si fa’ passare la corrente la cella funziona da pompa di calore, cioè il calore di un lato (che si raffredda) viene fatto passare sull’altro lato che quindi si riscalda.

I vantaggi delle TEC risiedono nell’assenza di meccanismi o gas, quindi nella praticità d’utilizzo, gli svantaggi riguardano lo scarso rendimento, visto che le celle hanno bisogno di molta corrente, nella necessità di dover adeguatamente raffreddare il lato caldo della TEC, e nei problemi di formazione della condensa che si possono presentare.
La cella andrà scelta adeguatamente, uno dei valori di targa e’ il Qmax, cioe’ la massima potenza in watt che e’ possibile spostare da lato freddo a lato caldo, una peltier quindi da 226w, riesce appunto a spostare 226w, ovvio che se la mia cpu produce 120w non posso di certo usare una cella da 100w, altro dato e’ la dTmax, cioe’ la massima differenza in gradi tra lato caldo e lato freddo.
Tutti questi valori sono relativi alla tensione di targa della cella che di solito e’ pari a 15volt, quindi andando ad alimentare la cella a 12v bisognera’ rivedere i dati.
Una cella da 226w assorbe a 15V ben 24A, e’ quindi fondamentale la scelta di un ottimo alimentatore da 550w, oppure un secondo alimentatore da usare solo per la cella, anche se la scelta migliore e’ sicuramente quella di prendere un alimentatore dedicato, che garantisca la possibilita’ di variare il voltaggio.
E’ bene munirsi di radiatori molto efficienti ed altrettanto efficienti ventole, perche’ la temperatura del lato freddo dipende dalla temperatura del lato caldo, appunto la dTmax, e sul lato caldo si scaricano sia la potenza della cpu, per esempio 100w, ma anche la potenza della TEC che non e’ 226w, ma 15V x 24A, cioe’ 360w circa, quindi un totale di 460w da dissipare (a 15V), questo perche’ il rendimento non e’ massimo, per avere un Qmax pari a 226, la peltier ne spende 360w.
E’ necessario usare un coldplate, cioe’ un blocco di rame sul lato freddo della peltier, in questo modo il calore della cpu si diffonde nel coldplate.
Esso fa’ lavorare meglio la cella, mettere direttamente la cpu a contatto con la cella vuol dire far lavorare solo i punti di contatto, visto che le facce della cella sono fatte da materiale non termoconduttivo, E’ bene studiare un sistema di fissaggio adeguato, che blocchi waterblock, peltier e coldplate, infatti la cella funziona meglio se si applica una certa pressione. In commercio esistono wb con peltier gia’ integrate, o sistemi di integrazione, comunque e’ possibile usare le celle con ogni waterblock, ovviamente la cosa e’ piu’ difficoltosa.
Infine arrivati a questo punto, ci manca solo la coibentazione di tutte le parti che possono raggiungere la temperatura di rugiada, e quindi sulle quali si puo’ formare condensa:
tutto il gruppo waterblock, peltier, coldplate, sotto la cpu, dietro il socket nel retro della mobo ecc.

E con questa piccola "citazione" alle celle di peltier, chiudo la parentesi sui sistemi di Wc Extreme..
Ovvio che noi con il nostro semplice sistema, non avremo mai bisogno di una TEC.... a meno che.... vogliamo esagerare.

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"La prima necessità dell'uomo è il superfluo."
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Vecchio 21-11-2007, 13.10.19   #5 (permalink)
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MANUTENZIONE & Co.

PASTE TERMOCODUTTIVA E LAPPATURA

Normalmente le superfici dei waterblock piu comuni, è gia lappata a dovere come si evince dalla foto sotto; tutta via se abbiamo dei waterblock magari vecchi o di seconda mano potremmo avere qualche imperfezione.
Tali imperfezioni impediscono il contatto omogeneo tra superficie superiore del core della cpu e superficie inferiore del waterblock. In teoria la superficie piu che essere perfe